
venerdì, 06 novembre 2009
I won't leave a single man alive...
La de da de dide...genocide...
La de da de dud...an ocean of blood...
Let's begin the killing time."
Damned by
Aniel |
09:13
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mercoledì, 23 settembre 2009
Non capisco se il coraggio, quello reale, stia nel decidere di fare un cambiamento su certezze che ti accompagnavano ormai da anni, o al contrario, risieda nel prendere atto della necessità di mutare e di lasciarsi alle spalle "le cose vecchie".
Mi è sembrato troppo facile fare una scelta, nonostante non abbia ancora avuto modo di metterla in atto.
Ma ho inziato a realizzare che certe persone mi stanno quasi strette, alcune più delle altre. Sarò forse io incontentabile, probabile.
Molte persone devono darmi quel fremito di cambiamento, quella sensazione di cui mi nutrirei di continuo, quello stupore momentaneo che ti fa rendere conto che i discorsi e le cose che si condividono stanno evolvendo. Quella percezione che indichi che da entrambe le parti sia scoppiato l'incendio del cambiamento e del miglioramento, che sia un piccolo progetto al quale dedicarsi.
Vivo una vita di piccoli e grandi progetti. Sono un'egoista alternativa, disposta a raggiungere i suoi obiettivi con un pizzico di ragionevole malvagità.
Sulle note di http://www.youtube.com/watch?v=sSt5Zwpl0wo
Damned by
Aniel |
17:20
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lunedì, 14 settembre 2009
Damned by
Aniel |
15:09
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giovedì, 20 agosto 2009
Mi chiedo come una donna non possa pretendere ed esigere rispetto...sarà che forse venero troppo l'essenza femminile e tendo a dare già di base rispetto e attenzione e cortesie e fronzolate varie che possono sembrare ormai superate e obsolete (aprire le porte, lasciar passare avanti...sarò all'antica lo so). Ma qualcuno che non voglia rispetto, se è una donna, mi fa rattristare...quanto squallore. E mi interrogo da due giorni. E non trovo alcuna risposta.
Damned by
Aniel |
12:33
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giovedì, 13 agosto 2009
e poi assaggiarti per ore
a ridere sulle tue labbra
E invece
Mi trovo a stabilire come continuare la partita con qualcuno che ha avuto l'ardire di sfidarmi apertamente e ignorare le mie reazioni. Non scadrò nella vendetta, non in una vendetta plateale e vile. Lo scopo della partita è ottenere il massimo con il minimo sforzo.
Ma anche questo è un bene. Evolvo giorno per giorno, esperienza dopo esperienza. Tutto muta e io mi mimetizzo a dovere nel nuovo mondo che mi circonda.
sabato, 18 aprile 2009
Notte agitata:
iniziata sognando la distruzione completa del mondo. Io con i miei genitori intenti a scappare attraverso questa città in cui vivevamo per colpa di giganteschi robot che distruggevano qualsiasi abitazione incontrassero. Angosciante. Fuga continua, fuga e ancora fuga. Fino ad arrivare in un qartiere ancora integro, a dispetto della distruzione che lo circondava. Appena entrati vedere una madre e una figlia pressochè scheletriche, uscire da una macchina e risalire in casa...e poi incontrare un agente immobiliare che ci accompagna in giro, mostrandoci i nuovi palazzi, e parlandoci di "un piccolo sacrificio a cui ci saremm dovuti sottoporre". Mi sono svegliata con il cuore che andava a mille....
Mi riaddormento e finalmente uno dei più belli sogni che mi siano capitati.
In università sto seguendo lezione, nella pausa tra una lezione e un'altra mi trovo in un prato accanto ad un lago praticamente prosciugato, seduta contro il bordo di una vasca, al cui interno una ragazza sta leggendo un libro. Poco dopo mi trovo a casa di lei, entrambe sul suo letto a chiacchierare. Lei ha un viso così dolce e radioso e degli occhi davvero belli e luminosi. Mi addormento li e quando mi risveglio, la trovo li accanto, che mi guarda trasognante e mi porge una cosa scritta da lei. Sono pagine e pagine di frasi e citazioni di opere teatrali, che finisco di leggere con un poco di fatica. Lei è ancora li a guadarmi. Mi dice che le piaccio. Mi chiede se ci piacciamo. Non so che rispondere, quindi annuisco. Lei sorride entusiasta e si viene a sdraiare accanto a me, prendendomi la mano con le sue posandola sul mio addome, sento il suo corpo appoggiato contro il mio fianco.
Mi sono svegliata sentendo quanto mi mancasse sentire realmente un gesto simile, mi son sentita vuota e le mie emozioni hanno avuto un momento di fremito, dietro la prigione in cui le tengo rinchiuse da tempo.
Notte strana.
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Aniel |
08:06
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--- sogni ---
mercoledì, 15 aprile 2009

Mi capita molte volte, da qualche mese, di sentirmi dire dalle persone "vorrei apparire più semplice, più banale, più superficiale". Comprendo che le loro motivazioni sono dovute a considerazioni pratiche di vita e di rapporti sociali, ma mi resta il dubbio supremo Potrebbero mai convivere con se stessi sapendo di fingere con il proprio ego e costringendosi ad esprimere sentimenti non veri?.
Si potrebbe dire che ci sono persone eccellenti nel teatro, ottimi attori che possono sostenere anche una vita di totale finzione, ma so anche che nel momento dell'intimità, con se stessi o con pochi, calano questo tendone di finzione, magari mantenendo qualche piccola maschera traslucida, che lascia intravedere quasi come sono.
Di conseguenza, la mia reazione a una tale considerazione deve essere sempre distruttiva "non saresti capace di apparire fragile e indifesa, se questo non è il tuo vero essere".
E, siamo sinceri e pratici...di fragile e indifeso ormai ci sono solo i cuccioli dei mammiferi e forse di qualche rettile o uccello, ma escludiamo l'uomo oltre i primi giorni di vita.
Provo a porre il dubbio a me stessa, mi domando se ne sarei capace e la risposta che mi passa per la mente è solo una: NO.
Damned by
Aniel |
19:50
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--- vita ---
giovedì, 09 aprile 2009
1984
Un film sicuramente da vedere, dopo aver letto il libro. Capace di accentuare le sensazioni che si provano nella lettura del cartaceo, ha ricoperto con esattezza alcune scene che avevo immaginato...la stanza 101
Ed il finale bellissimo, scritto sulla polvere del tavolo 2 + 2 = non completa con il risultato ma si limita a sollevare appena il cavallo della scacchiera che ha di fronte a sè.
Film che fa pensare e dona grandi emozioni, e anche un po' di amarezza e magone, ma con un valido fine.
Grazie Orwell per aver scritto un libro così attuale e sempre-moderno.
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Aniel |
23:10
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--- film ---
sabato, 15 novembre 2008
Ci sono parole che non vengono dette:i cimiteri di parole sono ormai sovraffollati, e ogni persona ha il proprio cimitero. E c'è anche il limbo delle parole ancora da dire o da scegliere di pronunciare....ma spesso, la maggior parte di queste parole viene dimenticata, e sconta la dannazione eterna con il solo reato di esistere, sebbene in una dimensione non conosciuta. E le parole mai dette sono lanciate in pasto ai sentimenti mai espressi, che a differenza della parole, persistono nelle persone più o meno nascosti, ma pur sempre vivi. Esistono in natura parassiti più o meno dannosi, ma ognuno ha il proprio ciclo vitale che li vede nascere riprodursi e morire. Dunque ogni parola che avremmo voluto dire è come il sangue di cui si nutre una zecca. C'è, è presente.scorre dentro di noi, ma qualcosa se ne impossessa senza che noi ne possiamo essere coscienti. Il nostro cervello, giudice universale delle scelte e delle azioni, ascolta apatico le richieste delle parole, dividendole per occasioni.
Quelle di uso comune, spavalde, poco curate, sempliciotte, timbrano quotidianamente il cartellino. Quelle rare e preziose, come "ti amo" o "ti voglio bene" sono sedute in un piccolo salottino riservato, tranquille che nel momento in cui verranno pronunciate non verranno divorate dal sentimento corrispondente, ma si uniranno a questo, accompagnandosi a lungo andare, mano nella mano, pronte a tornare a casa nel loro limbo, per essere pronunciate nuovamente nella vita della persona. E infine, quelle dalla sorte segnata, come capi da macello, dei "sono felice", dei "prego", dei "grazie", dei "gentile" osservano dal basso nel limbo verso l'alto, sperando di venir pronunciate, fremendo in ogni occasione in cui sarebbe opportuno pronunciarle. Ma spesso ci si dimentica di pronunciarle: purtroppo, in funzione dell'età della persona, certe parole vengono rimosse. E se chi dovrebbe pronunciarle le rimuove dai propri pensieri, queste vengono umiliate dalle parole di uso comune, e condannate a nutrire sentimenti poco raccomandabili, come ira, rabbia, rancore, odio...Una volta che il verdetto unanime è stato pronunciato dal Cervello, in catene, si avviano nella bocca della fornace, sul cui fondo possono sentire le strida e gli urli di quei sentimenti che inglobandole le cancelleranno. Vengono spinte queste parole condannate, e l'unico pensiero che hanno nel loro volo verso l'oblio, è la speranza di venir pronunciate, di poter fuggire da quella triste situazione, di cui loro non hanno alcuna colpa. Spesso, purtroppo, parole vanitose e preziose vengono pornunciate quando coloro che vengono condannate dovrebbero uscire allo scoperto.
Vale davvero la pena di limitarsi?Vale davvero la pena, per coloro che possono, di non esclamare parole bellissime come felicità, gioia,affetto,tristezza? Loro non pretendono molto, solo di essere pronunciate, per poter tornare al sentimento che le corrisponde, per poter andare mano nella mano con questo, giocare a nascondino quando la persona è turbata, per poi ricomparire improvvisamente, da dietro un angolo buio, e cambiare l'umore della persona.
E quando, infine, non si ha più niente da dire, nella mente non si troverà un vuoto, nel cuore non ci saranno solo cattive emozioni che avranno cancellato per sempre stati d'animo passati. Ogni singola parola rimarrà vivida, impressa nella mente, senza differenze, lasciando alla persona la consapevolezza di non aver gettato alle fiamme un patrimonio personale così importante.
Le parole destinate all'oblio,se scritte, possono resistere al tempo e alla natura. Una volta lette sanno riascuistare vita, forza, e catturare l'attenzione del lettore senza sacrificarsi o restare nell'ombra per sempre.
Damned by
Aniel |
00:40
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--- varie, parole ---
domenica, 19 ottobre 2008
[...]Dice bene il filosofo che appena lo spessore di una lama separa la felicità dalla malinconia; e aggiunge la considerazione che l'una è gemella dell'altra; e ne trae la conclusione che ogni sentimento estremo è alleato della follia.[...]
[...] Ma se di sonno si trattava, di che natura sono questi sonni, viene fatto chiedersi?Un mezzo di difesa, un letargo in cui i ricordi più amari, gli avvenimenti che rischiano di schiantare per sempre una vita, sono spazzati via da un'ala oscura che ne attenua la durezza e li inora, anche i più turpi, i più ignoili, di un certo lustro, di un certo fulgore? E' dunque necessario che di tanto in tanto il dito della morte si abbatta sul tumulto della vita per impedirle di spezzarci?Siamo dunque fatti da dover assumere la morte a piccole dosi quotidiane per seguitare il mestiere del vivere? E poi, che strane forze sono queste che penetrano le nostre vie più segrete e mutano i nostri beni più preziosi senza che noi l'abbiamo voluto? [...]
[...]Attraverso la breccia aperta balzarono l'Ambizione, la baldracca, la Poesia, la maliarda, e la Brama di Gloria, la meretrice; e tutte e te si presero per mano e danzarono nel suo cuore. [...]
{Brani tratti dal libro Orlando - Virginia Woolf}
Damned by
Aniel |
16:15
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--- varie, vita, sogni ---
D e s c r i p t i o n
Siamo soli, dalla nascita al trapasso, nei momenti tristi e nei momenti di gioia, gli amici sono solo uno schermo dietro cui ci nascondiamo per occultare i nostri sentimenti.


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Hate:La distanza, Gli Ipocriti, le persone false che non parlano ma sibilano alle tue spalle
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I saw you this morning. You were moving so fast. Can’t seem to loosen my grip On the past. And I miss you so much. There’s no one in sight. And we’re still making love In My Secret Life. I smile when I’m angry. I cheat and I lie. I do what I have to do To get by. But I know what is wrong, And I know what is right. And I’d die for the truth In My Secret Life. Hold on, hold on, my brother. My sister, hold on tight. I finally got my orders. I’ll be marching through the morning, Marching through the night, Moving cross the borders Of My Secret Life. Looked through the paper. Makes you want to cry. Nobody cares if the people Live or die. And the dealer wants you thinking That it’s either black or white. Thank G-d it’s not that simple In My Secret Life. I bite my lip. I buy what I'm told: from the latest hit, to the wisdom of old. But I'm always alone. And my heart is like ice. And it's crowded and cold In my secret Life. |
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